A Nino e a Pina.
Con grande affetto.
“ BENVENUTI A POZZUOLI,
CITTA’ DEL TEMPO LIBERO ”.
Forse voleva essere un
invito all’autista frettoloso a rilassarsi e a provare anche lui a dilatare il
suo tempo, che in quella città sarebbe
diventato “libero”: libero da affanni, preoccupazioni e a propria disposizione
per un altro ritmo di vita.
Ma questa illusione veniva
annullata subito da una promessa, un impegno, una minaccia: nello spazio bianco
sottostante una mano sconosciuta,
creativa, ironica e, perché no, anche coraggiosa , si era calata oltre il guardrail
e sporgendosi pericolosamente, aveva scritto con precisione e quasi con gli
stessi caratteri:
“ QUI SI BALLA TUTTE LE SERE”.
Quella mano rendeva con poche surreali parole, la realtà di una terra che sollevandosi ballava e faceva ballare le case, le persone che le abitavano, i letti, gli armadi, i tavoli, le sedie e non lasciava in pace nemmeno i frigoriferi, posseduti allora ancora da pochi privilegiati, che aprendosi all’improvviso, concedevano la libera uscita per le cucine a uova, gassose, bottiglie d’acqua e di vino, piatti con resti di pranzi o cene e chi più ne ha più ne metta. Un macello insomma.