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giovedì 11 ottobre 2012

SONO CONTRARIO ALLE EMOZIONI-Diego De Silva

Recensione di Carolina

La prima cosa che mi ha colpito di questo romanzo è l’assenza di una trama ben definita. E’ comunque un libro che si legge facilmente , grazie anche a capitoli brevi, tipo spot -pubblicitari. Vi ho trovato considerazioni  condivisibili  sulla vita, sulla società, scritte con un linguaggio non semplice ma immediato, puntellato da metafore spiazzanti. Leggendo, via via, ci si ritrova a sorridere, a volte anche a ridere, da soli J !  E'affascinante il modo in cui Vincenzo, il protagonista, l’Avv. Malinconico, riesce ad analizzare ed a sviluppare ragionamenti raffinati ma anche tortuosi, partendo da spunti "banali", da luoghi comuni, dalle note di una canzone ad esempio! Incredibile,  infatti, l'analisi “puntigliosa”, precisa e quasi ostinata, delle canzoni della Carrà. Credevo di conoscerle, le avevo archiviate come canzonette; Sbagliavo ! In quei testi è nascosto un universo di significati e, con decenni di anticipo, c'è tutta l'evoluzione della società italiana!
In verità, fino alla fine del libro, tanti altri “quadretti di vita” sorprendono ..in una lettura, nel complesso, molto gradevole !
(Carol.M.)
Dal WEB: è il romanzo più intimo della serie che Diego De Silva ha scritto attorno a questo personaggio, un equilibrista sempre sul punto di cadere, un mediatore scalcagnato, ma anche un uomo sensibile che cerca di nascondere la sua vulnerabilità.
Costellata di episodi grotteschi, la vita sentimentale di Vincenzo Malinconico non è delle più felici. C'è la ex fidanzata molto bella (che sta per sposarsi) con la quale ha mantenuto un piacevole rapporto d'amicizia e qualcosa di più. C'è la donna affascinante, imprevedibile, incontrata in aeroporto che lo lascia quasi subito perché sta cercando altro. C'è il grande amore perduto e rimpianto ("E sì, mi manca ancora. Per quanto incomprensibile possa essere, sento ancora la sua mancanza").


Come tutti gli uomini over quaranta anche Vincenzo è spesso "attaccato da uno stormo di ricordi" legati alla sua vita, ma anche alla società in cui ha vissuto: ondate di sentimentalismo e rimpianti, altre e diverse emozioni. A scandire questi ricordi sono le piccole cose che non ci sono più o che sono talmente mutate da essere divenute "altro" (come il Carrarmato Perugina o il Soflì, la Girella o il Camillino con i disegni di Jacovitti), ma anche le canzoni, la musica leggera degli anni Settanta. E se potremmo dubitare della "portata avanguardistica" di Chissà se va, non possiamo negare che con Rumore la Carrà abbia reso popolare un sentimento di paura "antimetaforico e organico", con un'operazione "antiromantica e controculturale"...
De Silva, narrando con tono apparentemente semplice e leggero, decontamina sentimenti e ricordi - anche collettivi - dai luoghi comuni, rivalutando gusti e momenti non secondo la logica snobistica del critico di tendenza, ma perché il suo Vincenzo è così, limpidamente onesto con se stesso quanto reticente e infingardo con il prossimo.
Un uomo di tal fatta ha bisogno di qualcuno che "risolva problemi" e lui ha trovato Mr. Wolf, il suo analista. Non sembra assertivo come Harvey Keitel e decisamente non ha quel carisma, ma Vincenzo non è più così certo di potercela fare da solo.
Ancora dal WEB: Cosa accade quando Vincenzo Malinconico, re dei rimurginatori, si perde definitivamente nel rimurginio? Se sei uno che prende sul serio i pensieri, che fa continuamente bilanci su quello che fa, anche mentre lo fa, ti basta un niente per lanciarti nelle domande più peregrine, quali: le emozioni che proviamo nell'ascoltare le canzoni che amiamo sono vere? Proviamo davvero quello che sentiamo? Cos'è quel piccolo freddo che ci assale dopo aver visto un film che ci ha commosso il cuore e il cervello? E da dove nasce il desiderio improvviso di prendersi un cane? E perché davanti a una notizia di malasanità ci monta dentro un'indignazione democratica, anche se l'ultima volta che siamo scesi in piazza è stato per aggiungere un grattino alla macchina? Nei tentativi di analisi amorose fai-da-te per ricomporre il senso di una storia finita, nelle recensioni estemporanee di brani, eventi, persone, nella ricerca vaga di un centro di gravita - anche se non è permanente va bene lo stesso -, le riflessioni prendono corpo in un libro agile dove la scrittura si palesa al lettore in una delle sue versioni più artigianali ed efficaci: quella di strumento per capire come la pensiamo sulle cose.
http://www.sololibri.net/Sono-contrario-alle-emozioni-Diego.html




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